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Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi

Presentazione dell’ambito

Destinata dalla storia ad essere cerniera tra mondo germanico e mondo latino, Trento sorge al centro dell’ampia Valle dell’Adige e ai piedi del Monte Bondone. Nei secoli la città si è trovata ad essere protagonista di importan­ti avvenimenti storici, di cui il più noto è il Concilio di Trento. In quegli anni la città divenne una vera e propria capitale europea con corti e delegazio­ni permanenti da tutta la Cristianità, cosa che ha lasciato tracce profonde nell’architettura e nel tessuto urbano. Le origini del capoluogo, però, risalgo­no all’epoca dell’impero romano; l’imperatore Claudio amava definire Trento “splendidum municipium”. Di quel periodo storico la città custodisce ancora bellissime testimonianze nel proprio sottosuolo.

Le testimonianze del passato convivono con una forte vocazione all’inno­vazione, sia nei campi dell’architettura sia in quelli della ricerca scientifica. Oggi, capoluogo amministrativo, sede di università e istituti di ricerca, ricca di istituzioni culturali e spettacoli, Trento è una città dinamica, con eleganti negozi, ristoranti e locali calati in un centro storico di impronta rinascimen­tale. Qui la qualità della vita ha raggiunto livelli molto elevati. Il centro storico si presenta come un salotto elegante, dove lungo strade lastricate di porfido rosa si susseguono palazzi nobiliari, facciate affrescate e portici. Al centro c’è Piazza Duomo, dove fra il Palazzo Pretorio e l’imponente cattedrale go­tico-romanica spicca l’elegante fontana del Nettuno. A dominare l’orizzonte sono naturalmente le montagne, fra cui il Monte Bondone, mentre fra i monu­menti è il Castello del Buonconsiglio a segnare con il suo profilo massiccio e insieme elegante, il paesaggio cittadino. Una città incorniciata, dunque, tra i monti: il Monte Bondone, il Calisio, la Marzola, la Vigolana e all’orizzonte la Paganella che prelude al massiccio del Brenta. Più di cinquanta sentieri si inerpicano per le cime più vicine, partendo dalla città e passando per le colli­ne dove le zone urbanizzate si mescolano a vigneti e orti.

Al centro della valle scorre il fiume Adige: lungo il suo percorso verso sud il fiume è accompagnato da una panoramica pista ciclabile.

A quindici minuti d’auto si apre la Valle dei Laghi, dove è l’acqua a dominare il paesaggio con i bacini di Terlago, Laghi di Lamar, Santa Massenza, Toblino, Cavedine e Lagolo. In questa zona che tocca anche i piccoli borghi di Vezzano, Lasino, Calavino e Padergnone si incontra un paesaggio particolare, in cui si mescolano vegetazione mediterranea e alpina, e convivono olivo, faggio, leccio e conifere, così come l’alloro e il muschio. È uno spettacolo di dolcezza fatto di piccoli rilievi, distese di frutteti e vigne, boschi, laghetti; sullo sfondo i profili dolomitici del Brenta. Lasciando errare lo sguardo in questo paesaggio collinare che veste sfumature diverse in ogni stagione si colgono romantici castelli, da quello dei Madruzzo, signori della zona e principi-vescovi, all’in­cantevole Castel Toblino, che sembra spuntare dall’acqua.

Sovrastano la Val­le le pendici occidentali del Monte Bondone, fitte di boschi, fra i quali troviamo a quasi mille metri di altitudine il lago di Lagolo.

Se da una parte sale su ripido e veloce, perfetto per discese sugli sci d’inver­no, partendo dai 2.090 metri della cima Palon, dall’altra il Monte Bondone scivola più dolcemente a valle, formando prima, a circa 1500 metri, lo splen­dido altipiano delle Viote. Qui fra la torbiera e i boschi di conifere c’è spazio anche per il variopinto Giardino Botanico Alpino che ospita oltre mille varietà di piante e fiori da tutta Europa. In alto, a dominare l’altopiano, ci sono: Monte Cornetto (m. 2180), Doss d’Abramo (m. 2140) e Cima Verde (m. 2102) che costituiscono un’area naturalistica protetta, detta appunto delle “Tre cime”. Sulle falde orientali si trovano il Lago di Cei e alcune aree umide che formano biotopi protetti, mentre a 800 metri circa sorge l’antico abitato di Garniga Ter­me, immerso completamente nella natura, che vanta l’unico centro termale in Italia specializzato nella fitobalneoterapia. Viene utilizzata l’erba proveniente dalle praterie del Monte Bondone particolarmente ricca floristicamente (tra le specie più significative che la compongono vi sono la genziana, l’arnica montana, l’iperico, il timo, il tarassaco alpino, la carlina e la pulsatilla) viene raccolta e trasportata a valle prima dell’essicazione.

Luoghi dove la vita scorre a misura d’uomo, gioielli non toccati da turismo di massa, angoli da scoprire.

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